Autore Topic: Lucignano - 9 novembre 2015  (Letto 1817 volte)

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Lucignano - 9 novembre 2015
« il: 09 Novembre, 2015, 16:24:25 »
----- CENTO PAESI TOSCANI-----
Lucignano
Buongiorno cari amici, oggi ci spostiamo nella provincia di Arezzo, alla scoperta di un altro borgo caratteristico della nostra regione; Lucignano.
Si trova a 400 metri di altitudine, nel cuore della Val di Chiana.
La Val di chiana è una valle che si estende da nord a sud, fra Arezzo e Orvieto, ed è lunga circa 70km per 20km di lunghezza , comprendendo il bacino del canale Maestro della Chiana e parte del fiume Chiani .
All'arrivo degli Etruschi la zona conobbe un periodo di grande prosperità, grazie alle tecniche di produzione agricola da essi importate, e ai fiorenti commerci che essi avviarono.
La val di Chiana infatti ebbe un' importanza strategica per il commercio fra tutte le città che si trovavano fra Firenze e Roma.
Agli etruschi seguì la progressiva occupazione da parte della Repubblica romana, che sembra aver dato un nome a Lucignano: Il castrum Lucinianum, in onore del console Lucio Licinio Lucullo che aveva occupato la zona nel I secolo a.C.
I romani costruirono la via Cassia, realizzata dal console Cassio Longino nel II secolo d.C, ma crearono anche un progressivo danno alla valle.
Essi ritenevano che il fiume Canis, che nasceva da un ramo dell'Arno e che attraversando la valle andava a confluire nel Tevere, fosse la causa delle ondate di piena di quest'ultimo, e quindi ne bloccarono con il tempo il passaggio attraverso un muraglione o comunque sia ne deviarono il corso.
Il Clanis , non potendo più scaricare le proprie acque, finì per rompere gli argini, e vaste aree della vallata si tramutarono in un malsano acquitrino.
Le terre non erano più coltivabili e nella zona si sviluppò la malaria...
Le popolazioni vissero per anni sulle colline grazie alla pesca e ai prodotti boschivi, incentivando anche l'allevamento del bestiame.
Fu così per tutto il medio evo, fino a quando con il dominio fiorentino cominciarono le opere di bonifica, che terminarono realizzando il Canale Maestro della Chiana, che riprende quasi del tutto l'antico corso d'acqua del Clanis.
La valle si prosciugò, il terreno tornò fertile e coltivabile, la malaria scomparve e le popolazioni poterono tornare a popolare la piana. Consapevoli della grande ricchezza agricola avuta in epoca etrusca, volevano tornare a quelle grandi rese per soddisfare il fabbisogno alimentare.
Il comune di Lucignano è oggi suddiviso in due aree distinte: la zona centrale, in gran parte collinare, è favorevole alla produzione di olio e vino;
le aree periferiche invece sono pianeggianti, con abbondanti coltivazioni di cereali e fiori da esposizione.
La cinta muraria che delimita il centro storico è a forma di ellisse, così come le strade interne, che sono strette e si sviluppano concentriche.
Tra il XIII e il XIV secolo, quando il borgo era conteso tra le città di Arezzo, Siena, Firenze e Perugia, vennero ultimati i lavori di fortificazione con il completamento del perimetro murario e le tre porte, oltre alla Rocca con le due torri.
Il borgo di Lucignano venne arricchito anche di eleganti palazzi nobiliari e di edifici religiosi.
L'aspetto architettonico di Lucignano è singolare, soprattutto per la differenza tra gli edifici delle due parti del centro storico.
Entrando da Porta San Giusto si dipartono due strade: via Roma che si dirige a sinistra e via Matteotti che svolta verso destra.
La prima è nota come "via povera", perché anticamente vi risiedevano le famiglie più umili, e si contraddistingue per la presenza di edifici medievali dalle piccole dimensioni.
La seconda è invece chiamata "via ricca" e vi vivevano le famiglie nobili del borgo, come testimoniano gli eleganti palazzi in stile rinascimentale.
Tra i monumenti di maggiore rilievo a Lucignano, citiamo la Collegiata, la Chiesa di San Francesco, l'Oratorio della Misericordia e il Palazzo Comunale.
Innumerevoli sono le manifestazioni folkloristiche che si svolgono periodicamente nel borgo, fra cui è nota la "Maggiolata Lucignanese", dove i rioni si sfidano attraverso l'esposizione di meravigliosi carri di fiori.
È possibile degustare vino, olio e carni chianine, oltre ai dolci tipici come i ciambellini e il gattò, dal francese “gateau”, un dolce realizzato a partire da un pan di spagna sottile ricoperto di crema e arrotolato, servito tagliato a fette.
Lucignano si può visitare pienamente muovendosi a piedi, a cavallo e in mountain bike, lungo le strade che si snodano nella campagna.
Michela Consoloni
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Lucignano - il borgo dalla forma ellittica


Lucignano al tramonto




















L'orologio del palazzo comunale


Il palazzo comunale


La fortezza medicea all'esterno del paese


La chiesa "Collegiata S. Michele"


Centro storico


Centro storico


Un carro della "maggiolata"


Un carro della "maggiolata"


Un carro della "maggiolata"


L'albero d'oro conservato nel museo comunale, dove gli innamorati si scambiano promesse d'amore